venerdì 30 gennaio 2009

Senza cercare nulla


Socchiudo gli occhi e respiro intensamente, il sole riscalda questo mio momento di poesia, il paesaggio è incantevole ed il silenzio mi circonda.

Chiudi gli occhi e guarda dentro, con lo stesso sguardo assente, senza cercare nulla.
 I pensieri fluiscono, ma tu li cerchi e non li osservi: ti limiti a guardare. Se vengono, va bene; se non vengono, va bene ugualmente. 
Allora sei in grado di cogliere gli intervalli: un pensiero se va, un altro e' in arrivo, e, fra uno e l'atro, un intervallo. 
Poi vedrai che a poco a poco, il pensiero diviene trasparente: allora, anche mentre un pensiero sta passando di fronte a te, continui a essere cosciente dell'intervallo; continui a vedere il cielo che si nasconde dietro la nuvola. 

(Osho)

sabato 24 gennaio 2009

Romantic Comedy

Ore 18.00 sono ancora in ufficio, ore 20.00 sono completamente in un'altra dimensione: mi avvio a teatro per assistere ad uno spettacolo con protagonisti Mariangela D'Abbraccio e Marco Columbro: esilarante, spassoso! 
ROMANTIC COMEDY, in scena l'altalenante e divertente rapporto tra Jason, scrittore in crisi creativa, e Phoebe, giovane aspirante scrittrice ricca di talento e spirito. I due si incontrano, si scontrano, lavorano insieme, fanno amicizia, si amano e litigano in un susseguirsi di risate. 
Uno spettacolo sull'amore, sull'amicizia, sulla complessità del rapporto tra uomo e donna con un testo scoppiettante che fa sorridere ed appassionare.

“Il teatro è meraviglioso proprio in quanto mette in scena gli stati d’animo, coinvolge mantenendo nel contempo le distanze della vita vera. 
Il teatro è una scuola di emozioni come le fiabe per bambini.” Paolo Crepet

Grazie per l'invito, due ore di puro divertimento :-)
Marzia

giovedì 22 gennaio 2009

Alla casa del Mago

Ecco finalmente svelata la Casa d'Arte Futurista. E' il primo e unico museo futurista d'Italia, nato da una originalissima visione dello stesso Fortunato Depero tra il 1957 e il 1959. 
Il cielo è coperto dalle nuvole e l'esplosione di colori che pulsano sulle creazioni regalano allegria e spirito estivo a questa cupa giornata di fine gennaio.
Il visitatore ritrova nelle sale lo spirito delle intuizioni originali di Depero, che voleva non solo esporre il proprio lavoro ma anche offrire alla città un luogo dinamico di incontro e formazione.
Mentre mi aggiro tra le stanze delle casa tra arazzi, tele, marionette e giocattoli, decido improvvisamente di soffermarmi a guardare il panorama esterno da una finestrella. Vedo i tetti imbiancati e la neve che scende abbondante: rimango ferma a pensare per un pò a questo inverno incredibile, così bianco, così selvaggio.
Continuando la visita ritrovo il mio amato gatto nero futurista e scopro un'opera che cattura la mia attenzione: Elasticità di gatto (Olio, 1932)


Sarebbe bellissimo rimanere ad aspettare la sera, assaporando una profumata tisana ai fiori d'arancio, circondata da tanta fantasia. Chissà...

"Arte è creazione
Arte è amore intenso per il ritmo, per il lirismo.
Arte è amore intenso per il nuovo.
Arte è desiderio, ossessione d'innalzarsi dal verismo quotidiano ai piani superiori della fantasia che si eleva all'infinito..."
Fortunato Depero

sabato 17 gennaio 2009

Un momento del nostro cammino

E' sabato, trascorro un dolce pomeriggio chiacchierando con un'amica. 
C'è complicità e voglia di raccontarsi. 
La biblioteca, il sapore del caffè e della famosa pastina "giglio", il giro al Sass e un pensiero graditissimo. Ricevo una carinissima borsettina verde di provenienza Kenya acquistata presso l’Associazione Tam Tam per Korogocho di Rovereto (da alcuni anni cerca di affiancare le persone che vivono nelle baraccopoli di Nairobi nel loro difficile cammino di riscatto). 
Piccoli gesti, frammenti di vita che ci fanno percorrere insieme un momento del nostro cammino, sorridendoci.
Marzia


mercoledì 14 gennaio 2009

Alla valle dei Mocheni

La Valle dei Mocheni è una piccola valle laterale della Valsugana che si sviluppa per circa 10 km a nord est del grosso centro abitato di Pergine. 
Si raggiunge Baselga di Pinè (tanto per cambiare...) e si superano i laghi fino al bivio per il Passo del Redebus, un valico alpino di circa 1500 metri.
Una delle possibili escursioni conduce a Malga Pez e a Malga Combricoi. 

Il riflesso del sole sulla neve abbaglia e l'aria è pungente, sento il freddo che penetra nel profondo ma la giornata è splendida. Inizio a camminare e poco alla volta i muscoli si riscaldano, ascolto il mio respiro e poco a poco sono immersa nella natura.



















Il primo tratto del sentiero sale rapidamente nel bosco, superati circa 200 metri di dislivello si intravedono i raggi di sole che delicatamente scendono tra i rami, sono fuochi d'artificio che illuminato, sono scie di stelle cadenti che mi guidano.
Qua e la ci sono impronte e comincio ad immaginare i caprioli che sono passati da quelle parti prima di me!
Il bosco è popolato di animaletti, folletti e fatine che mi sorridono e mi regalano mille emozioni. La grande radura della malga come premio offre un panorama su tutta la Valle dei Mocheni e le inconfondibili cime del Gronlait e il Fravort. Il profumo è inebriante, il bianco della neve e l'azzurro del cielo sono così intensi, l'aria è pura ed io mi faccio cullare dalla natura...
Marzia

lunedì 12 gennaio 2009

La mala educación

Arrivo alla rotatoria di Via Maccani ed in coda devo immettermi, nello specchietto retrovisore vedo che sta arrivando lui, il supercafone.
Arrogante si fa spazio tra le macchine, forse crede di essere ancora sulla 3-Tre di Madonna di Campiglio alla coppa del Mondo.
Per lui la parola “distanza di sicurezza” è un vocabolo dal significato pressoché sconosciuto e sempre più impaziente si muove nel traffico cittadino “appiccicandosi” al posteriore della vettura che lo precede, in questo caso la mia!!!
E' lunedì mattina per tutti e la mia pazienza raggiunge il limite quando comincia a soffrire del "mal di clacson", odio quel rumore assordante e nervoso.
Respiro, respiro e conto fino a 10. Mi allungo e apro la portiera di destra, tolgo la cintura di sicurezza, scendo dalla macchina. Le due portiere aperte impediscono il passaggio a tutti, mi dirigo verso il cafone e con una calma che di solito non mi appartiene gli offro un cioccolatino che avevo in borsetta: "questo cura tutto, la sua nevrosi, la sua impazienza, la sua arroganza e la sua prepotenza. Ma la stupidità no, quella se la deve tenere. Buona giornata!."
Risalgo in macchina e poco dopo sulla mia sinistra appaiono le Dolomiti di Brenta e tra le sue vette illiminate dal sole la natura mi regala una visione stupenda: c'è ancora la luna, perfetta nella sua pienezza.
Ora respiro.
Marzia

martedì 6 gennaio 2009

Nella calza della befana ho trovato

Nella calza della befana ho trovato "un'infinita idea di libertà, senza limiti": Il Gabbiano Jonathan Livingston dell'inglese Richard Bach. 
Jonathan abbandona la massa dei comuni gabbiani perchè più di ogni altra cosa al mondo a lui piaceva librarsi nel cielo.

"Cha faccia tosta, eccolo là che ci riprova ancora, tende e torce le ali per aumentarne la superficie, vibra tutto nello sforzo e patapunf stalla di nuovo - no non era un uccello come tanti."

La storia del gabbiano Jonathan è la storia di chi ha la forza di seguire la propria legge interiore, di esprimersi senza la paura di suscitare la disapprovazione, i commenti e la diffidenza degli altri. 

"Ma a sue spese scoprì che, a pensarla in quel modo, non è facile poi trovare amici, fra gli uccelli....passava le giornate intere tutto solo, dietro ai suoi esperimenti"

E' un inno alla libertà e alla creatività, perchè come dice Jonathan "tu sei libero di essere te stesso, questa è la libertà che hai, adesso e qui, e nulla ti può essere di ostacolo"

venerdì 2 gennaio 2009

Assenza

Foto di Hugo Muñoz

E' inafferrabile la tua assenza che mi appartiene (Giorgia - Gocce di memoria)

giovedì 1 gennaio 2009

Inizio d'anno innevato

Buongiorno, Buon 2009

Inizia con una tenera nevicata questo nuovo anno. 
La città è doppiamente silenziosa e ovattata, un po' per il sonno di chi riposa dopo aver festeggiato l'arrivo del nuovo anno e un po' per i fiocchi di neve che dolcemente ricoprono ogni forma...
Piazza Fiera è deserta, non ci sono più le casette di legno allestite con addobbi, del mercatino natalizio, e non c'è più la folla che fino a pochi giorni fa aveva preso d'assalto la città.
Le Mura, le uniche rimaste delle antiche mura duecentesche che circondavano la città, dominano questi attimi di silenzio; forse riposano.
Poco alla volta comincia il risveglio, qualcuno passeggia infreddolito, qualcuno sorride al sole che sta sorgendo, qualcuno diligentemente inizia a spalare la neve, qualcuno guarda le vetrine della città.

"Andate là, dove la natura conduce" F. Bacone

Marzia